Nel dicembre 2021 il bando individua il progetto “Nulla si può fermare”, curato da Niccolò Giacomazzi e dedicato alla prima personale romana del giovane artista Matteo Patrevita, articolata nelle serie “MetroA. Sedute. Sedute riflesse. Oggetti smarriti” e “Confini”. La mostra costruisce un viaggio immaginario tra sottosuolo e luce, tra tunnel metropolitani e cieli aperti, indagando il concetto di identità nel cambiamento alla luce di una società segnata da trasformazioni repentine e da un desiderio nostalgico di “ritorno alla normalità”.
I lavori mettono in scena il tema del divenire incessante delle cose, richiamando la lezione eraclitea: gli “oggetti smarriti” evocano convinzioni e abitudini da abbandonare, mentre i “confini” osservano scorci del quartiere Prati e le sedute della Metro A, intrecciando paesaggio urbano e esperienza quotidiana.